• La Gallina Boffa - Storia di una riscoperta

    Si pensava fosse estinta, invece l'abbiamo ritrovata. Ecco da dove riparte la sua storia.

  • Oltre tre secoli di storia

    La Boffa è una razza senz'altro antica, vecchia di secoli. Ma cosa abbiamo scoperto sulle sue origini?

  • Caratteristiche

    Quali sono le carateristiche peculiari di questa razza? Scopriamole insieme

  • Allevamento

    La Boffa è una razza molto rustica, perfetta per un piccolo allevamento familiare

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mercoledì 19 febbraio 2014

Primi nati dell'anno - F2 Boffa x Polverara



Sono aperte le danze! Hanno iniziato a schiudere le prime uova. Nell'ultima incubata sono nati, oltre a degli Shamo e a dei Polverara, anche tre piccoli F2 di Boffa (75% di sangue Boffa, 25% sangue Polverara). I piccoli sono nati con la cresta semplice, tarsi verdi, barba e favoriti evidenti e dei colori atipici: nero uno, bianchi gli altri due. Attendiamo la prossima schiusa, dove dovrebbero venire alla luce altri pulcini derivanti dallo stesso incrocio, ma soprattutto attendiamo la prossima incubata, che inizierà a giorni... dove ci saranno le prime uova di Boffa pura di quest'anno! Incrociamo le dita!


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giovedì 31 maggio 2012

Piccole Boffe crescono!

pollastrella di Boffa quasi bianca. Foto Andrea Mangoni.
Tempo fa vi avevo mostrato un paio di foto di pulcini di Boffa, nati il 13 febbraio, con colorazione quasi bianca. Oggi torno a mostrarvi una serie di immagini loro e dei loro 5 fratelli, che a tre mesi e mezzo di vita sono davvero splendidi animali. 
Questi capi, tre presunte femmine e quattro presunti maschi, stanno mostrando una crescita armoniosa e con un po' di fortuna sarà possibile scegliere presto tra loro dei validi riproduttori per il mio ed altri allevamenti. 
Vi lascio alle foto. A presto!

Due galletti e una pollastra. Foto Andrea Mangoni.

Due galletti. Quello con più bianco sarà certamente tenuto come riproduttore.  Foto Andrea Mangoni.   

Galletto e gallinella visti da dietro. Si noti il corpo solido e robusto. Foto Andrea Mangoni. 

Ancora la pollastra quasi bianca, unico esemplare di questo gruppo con cresta a rosa. Foto Andrea Mangoni.   

Boffa chioccia con pulcini di Boffa e Polverara. Foto Andrea Mangoni.

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mercoledì 7 marzo 2012

Verso la Boffa bianca...

Giovane Boffa quasi bianca, con crestaa  rosa. Foto Andrea Mangoni

Da circa tre settimane si è schiusa la prima covata dell'anno, e tra i pulcini venuti alla luce vi sono anche 7 giovani di Boffa. Questi ultimi stanno crescendo molto bene, sono delle vere palline di carne, e dimostrano di godere ottima salute.

In ogni caso, tra di essi due esemplari hanno iniziato fin da subito ad attirare la mia attenzione, per via del loro piumino estremamente chiaro. Crescendo sono diventati due bei pulcinotti, che mostrano penne per lo più bianche con poche tracce di nero e di fulvo. Si tratta di quel carattere di diluizione di cui vi ho già parlato, e che in questi due animali si mostrerà probabilmente nella sua massima espressione.

Uno dei due esemplari sembrerebbe un maschietto, con cresta semplice; l'altro ha cresta a rosa e non azzardo a fare previsioni sul sesso. Non mi rimane che attendere e sperare che siano una coppia, in maniera da cercare di arrivare ad ottenere delle Boffe interamente bianche nel giro di qualche generazione.


Giovane Boffa con pochissime tracce di colore nel mantello, a cresta semplice. Foto Andrea Mangoni.

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giovedì 26 maggio 2011

...Torniamo a fare il punto della situazione?

Gallo di Boffa. Foto di Andrea Mangoni.
Dopo mesi di silenzio, eccomi tornare a fare il punto della situazione sul progetto Boffa.
Diciamolo subito: è stato un inizio d'anno molto difficile, in quanto segnato per me da problemi familiari, lavorativi e di salute che mi hanno impedito di seguire i miei animali come avrei voluto. Comunque sia, ecco come stanno andando le cose ora.
Nella prima parte dell'anno ci sono state diverse covate andate a male; alla fine sono riuscito a salvare 9 pulcinotti, ora di età compresa tra i 2 ed i 3 mesi, 3 maschi e 6 femmine. Stanno crescendo abbastanza bene, alcuni sono decisamente robusti e promettono di arrivare ad una gran bella taglia. Un paio di esemplari mostrano una barba assai scarsa; vedremo se si tratta di un difetto reale o se è dovuto ad un impennamento tardivo. In ogni caso, entro breve inizierò a cedere qualche esemplare prelevato proprio da questo gruppo.

Pollastrini di Boffa. Foto di Andrea Mangoni.
Tre galline stanno attualmente ancora covando. Purtroppo, le chiocce di Boffa hanno rivelato un difetto piuttosto imbarazzante: sono troppo brave a fare il proprio lavoro, o meglio sono troppo devote. Non mangiano, non bevono, non defecano per giorni, pur di stare sulle uova... così alla fine scoppiano ed imbrattano di feci il nido, e le uova sporche finiscono col non schiudere più. La riprosta sarebbe semplice: un po' di moto forzato ogni giorno. Peccato che io non abbia modo di farglielo fare, adesso!
Chioccia di Boffa sul nido. Foto di Andrea Mangoni.

Una chioccia di Boffa è diventata mamma adottiva di una dozzina di pulcini nati qualche settimana fa in incubatrice: ci sono Polverara, incroci di Polverara e due pulcini di Boffa. E' bravissima, una mamma devota. Altrettanto brava una gallinella nana ibrida che ha fatto nascere un paio di giorni fa un piccolo di Boffa...

Chioccia di Boffa con pulcini adottivi. A sinistra, due pulcini di Boffa. Foto di Andrea Mangoni.
Per finire, uno dei due pulcini di Boffa che la chioccia sta allevando  si sta rivelando di colore bianco. Le remiganti per ora non mostrano quasi alcun segno di pigmentazione. Speriamo che se la cavi, sarei molto curioso di vedere come diventa e soprattutto di studiare la base genetica di questa colorazione!

Il pulcino bianco di Boffa. Foto di Andrea Mangoni.
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martedì 18 gennaio 2011

Nuovo video: sono nati i primi pulcini dell'anno!

Ieri, con mia grande gioia, sono nati i primi due pulcini dell'anno! Temevo il peggio, perché durante gli ultimi giorni di incubazione un guasto aveva privato l'incubatrice della corrente elettrica per oltre mezza giornata... Ma per fortuna almeno due uova su 4 fertili sono riuscite a schiudersi! I piccoli sono belli, e mostrano nel piumino della testa una caratteristica particolare: possiedono cioè una maculatura che ci aiuta a ricondurre la colorazione degli adulti alla livrea "lionata" così come l'aveva definita negli anni '30 del secolo scorso il Taibell. Si tratta di un ulteriore tassello che ci aiuta a capire il patrimonio genetico di questi animali. Intanto, ecco a voi i primi nati dell'anno!

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mercoledì 12 gennaio 2011

Nuovo video: la speratura delle uova.

Oggi volevo rispondere ad una domanda che molti che iniziano l'avventura dell'avicoltura mi hanno posto, ovverosia: è possibile  capire se un uovo sia stato fecondato o meno? Ecco un breve video che affronta questo argomento, entrando più nel dettaglio di una particolare tecnica detta speratura; le galline che si possono vedere all'inizio e alla fine del filmato sono proprio le nostre Boffe!


Ovviamente, non è possibile dal solo esame esterno di un uovo capire se sia stato fecondato o meno. Possiamo ragionevolmente prevedere che sia stato fecondato se la gallina che l'ha deposto era in un periodo fertile e nel contempo era presente un gallo nel pollaio, anch'esso in pieno periodo riproduttivo (quindi al di fuori dal periodo della muta). L'unico modo che abbiamo per averne la certezza è però quello di incubarlo e di procedere poi con un'operazione che si chiama speratura.

La speratura consiste  nel far passare un fascio di luce dal polo ottuso di un uovo, per illuminarne l'interno ed evidenziare la presenze eventuale dell'embrione. Esistono anche appositi strumenti chiamati sperauova, ma per un principiante una lampadina tascabile ed una stanza buia sono il metodo più pratico e semplice per approcciarsi alla speratura. Gli anziani contadini e gli allevatori esperti sono in grado anche di sperare le uova semplicemente posizionandole contro luce al sole e schermandole parzialmente con la mano, ma occorre effettivamente un po' di pratica per riuscirvi con altrettanto successo.

La speratura può esser resa più o meno difficile dal tipo di incubatrice che utilizziamo per le nostre uova. In quelle a cestello, le uova mantengono una posizione quasi verticale, che se da un lato si traduce in genere in una maggiore percentuale di schiusa dall'altro rende la speratura più complicata, in quanto a differenza delle incubatrici tradizionali (in cui l'uovo è posizionato orizzontalmente, e la forza di gravità fa posizionare l'embrione quasi sempre vicino al guscio rendendolo così più visibile) in quelle a cestello l'embrione si può posizionare semplicemente sotto la camera d'aria, anche distante dal guscio, su cui si possono notare al massimo poche venuzze. Per avere la certezza quindi dell'avvenuta fecondazione dovremo attendere in questo caso almeno 6-8 giorni prima di procedere con successo alla speratura.

All'atto pratico, un uovo non fecondato alla luce della lampada appare completamente chiaro e trasparente; si fatica anche a distinguere la camera d'aria, in alto sul polo ottuso. Un uovo fecondato di circa 6-7 giorni mostra nel polo ottuso ben chiara la camera d'aria, e sotto si possono notare un'intrico di vene con evidente una macchia più scura, l'embrione, che tende a muoversi assecondando le oscillazioni dell'uovo se lo facciamo ondeggiare. Dopo invece due settimane l'uovo fecondato si presenta completamente scuro perchè l'embrione lo ha oramai occupato del tutto, crescendo; si può solo vedere la camera d'aria, molto chiaramente, che tenderà ad aumentare le proprie dimensioni dal 18° giorno in poi.

Nelle uova a guscio bianco la speratura si può effettuare già al 4° giorno con un certo successo; in quelle a guscio rosato o marrone, a partire invece dal 6°-8° giorno. E' buona norma poi ripeterla verso il 16°-18° giorno, per controllare lo sviluppo dell'embrione ed eliminare quelle uova in cui l'embrione è nel frattempo morto.
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lunedì 27 dicembre 2010

Aggiornamento sito: nuovo desktop da scaricare

Primo desktop: pulcino di Boffa di un giorno
Anche se in ritardo rispetto al Natale, ecco un piccolo omaggio: un'immagine ad alta risoluzione da usare come desktop per il vostro computer.
Per effettuare il download, andate alla pagina http://www.gallinaboffa.com/downloads.html
Buone feste ancora a tutti voi!
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lunedì 20 settembre 2010

Autunno, tempo di tirar le somme.

Gallo di Boffa. Foto di Andrea Mangoni.

E' arrivato l'autunno, e finalmente si sono chiusi tutti i cicli riproduttivi del pollaio. E' tempo di tirare le somme su quanto accaduto in questo primo anno di allevamento della Boffa... e purtroppo devo dire che speravo che le cose andassero molto, molto meglio.

A parte alcuni decessi per attacchi di predatori e per incidenti, i pulcini di Boffa erano cresciuti abbastanza bene. Avevo individuato già un piccolo nucleo di futuri riproduttori da affiancare ai vecchi, e una dozzina di piccoli era nata al finire dell'estate. In totale, avremmo superato le 40 nuove Boffe in una stagione, a partire da 3 riproduttori iniziali.

Ma alla fine ci ritroviamo con solo 16 animali, compresi i riproduttori. Cos'è successo?

Veramente, di tutto e di più. Proprio pochi giorni fa avevo dedicato un post al pascolo; ebbene, due giorni dopo ho trovato buona parte dei nati dell'anno morta o morente, gli animali accasciati sotto piante di Solanum nigrum... Per carità, dovrebbe esser leggermente tossica, ma possibile che sia stata in grado di fare un simile scempio delle galline? Non lo so, resta il fatto che purtroppo buona parte del lavoro di quest'anno è andato perduto in una sola giornata. Giornata doppiamente sfortunata, tra l'altro, visto che dei ratti sono riusciti ad introdursi nella gabbia dei pulcini e a predarli tutti. Insomma, poco da stare allegri... ma alla fine, cosa resta?

Resta il gruppo di riproduttori, un gallo e 5 galline, di buona mole e caratteristiche. Restano poi 10 giovani: 4 femminucce, comprese due di quelle che avevo selezionato come riproduttrici, e 6 galletti, in verità poco entusiasmanti. Probabilmente terrò tutte le 4 nuove femmine, ed 1 o 2 dei galletti, scelti tra i meno peggio. Per ora, dunque, la prima stagione riproduttiva della Boffa nel mio allevamento finisce qui, con qualche nuova speranza per il futuro e con tanto lavoro ancora da fare. Intanto vi do appuntamento all'anno prossimo per nuovi resoconti di nascite, mentre prossimamente invece parleremo delle nuove sistemazioni delle nostre Boffe e dei nuovi pollai...

Alla prossima!

...Il gallo di Boffa saluta e per quest'anno se ne va. Foto di Andrea Mangoni.

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martedì 10 agosto 2010

Nuove nascite e futuri riproduttori

Pollo di razza Boffa. Foto di Andrea Mangoni.

In questi giorni hanno finalmente cominciato a nascere i primi pulcini dell'ultimo ciclo di riproduzione prima dell'inverno! Per ora ci sono 5 nati, oltre ad un incrocio di Boffa e Polverara (quello nero in foto). Altri nasceranno nei prossimi giorni, e altri ancora tra qualche settimana dalle amorevoli cure di una chioccia. Anche se le nascite autunnali sono di solito un po' più complicate, si può ragionevolmente sperare che gli animali riusciranno (con cure adueguate) a raggiungere comunque una buona taglia.


Iniziano poi a delinearsi i futuri riproduttori, quegli animali cioè che verranno tenuti il prossimo anno e che costituiranno il nuovo nucleo di Boffe per questo allevamento. In alto vedete un primo piano di un galletto di circa 3 mesi, in basso invece una femminuccia di quasi 4. Animali sani e robusti che sembrano promettere bene. Non resta che vedere come cresceranno nei prossimi mesi.


Alla prossima!


Pulcini di Boffa. Foto di Andrea Mangoni.
Pollastra di razza Boffa. Foto di Andrea Mangoni.
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domenica 4 luglio 2010

Un post purtroppo triste...

Primo piano del galletto di Boffa defunto. Foto di Andrea Mangoni

Un breve post, purtroppo triste. Due esemplari di Boffa, infatti, sono venuti a mancare.

Stamattina infatti ho trovato morto in una gabbia uno dei pulcini più piccoli... ucciso e divorato da un ratto. Il mistero è come abbia fatto l'animale a predare il pulcino, protetto com'era dalla gabbia, ma forse è riuscito a trascinarne in parte le zampe attraverso la rete metallica e a divorarlo. La scorsa settimana invece - e questo è davvero stato un colpo basso - è morto improvvisamente il galletto bianco che avevo portato a casa il 2 giugno scorso, e che tanto sarebbe stato utile per investigare sulla genetica della colorazione bianca in questa razza. In questo senso, tra i primi e gli ultimi nati avrei pure dei capi quasi bianchi, ma nessuno del candore di quello spirato, che purtroppo era l'unico con questa colorazione presente anche nell'allevamento del signore che me l'ha ceduto. Non resta che armarsi di pazienza ed attendere che i pulcinotti chiari che ho siano in età riproduttiva. L'animale deceduto mostrava una grossa emorragia alla base della schiena... forse, una brutta caduta dal posatoio notturno.

Un'osservazione va fatta sulla forma delle creste. Sono pochissimi gli esemplari che possiedono una cresta ben conformata, in particolar modo le femmine adulte e subadulte in mio possesso mostrano una variabilità notevole e soprattutto una grande irregolarità. Tra i pulcinotti di quest'anno il problema sembra invece essere molto minore, pare che il gallo riproduttore abbia trasmesso delle ottime caratteristiche a riguardo.

Piccola nota positiva: oggi sono state affidate ad una chioccia le prime due uova deposte da una delle pollastre arrivate il 2 giugno. Magari riusciremo a ricavarne un galletto geneticamente lontano dall'attuale dominante del pollaio.

Alla prossima, sperando di avere migliori notizie da darvi!

AGGIORNAMENTO DEL 5 LUGLIO

Le novità, invece, non potevano essere peggiori. Mentre mi scervellavo per trovare una soluzione logistica che permettesse alle giovani boffe rimaste dell'ultima schiusa di cavarsela, i ratti hanno deciso per me. Sono entrati nella gabbia di notte, ed hanno ucciso e divorato tutti i pulcini. Naturalmente, come iattura vuole, nessuno degli altri pulcini presenti (tutti incroci o Polverara di scarto) è stato minimamente sfiorato.

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venerdì 21 maggio 2010

Ancora nascite!

Pulcino di un giorno di Boffa. Foto di Andrea Mangoni.

Progetti come questo, che vedono coinvolte razze così antiche e rare, vivono della nascita di ciascun singolo pulcino.

Ed ecco che anche l'arrivo di 5 nuovi piccoli di Boffa assume un'importanza notevole. Per la precisione, con loro arriva a 26 il numero di piccoli di Boffa nati negli ultimi due mesi nel nostro allevamento. I due animali più grandi, una coppia con cresta a rosa, hanno compiuto infatti due mesi di vita il 17 maggio, e pesano rispettivamente 1,1 Kg e 0.9 Kg. Non ci rimane che attendere per capire come procederà lo sviluppo di tutti questi giovani virgulti del nuovo ceppo di questa razza.

Pulcini di 2 mesi. Foto di Andrea Mangoni.
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