Passa ai contenuti principali

Autunno, tempo di tirar le somme.

Gallo di Boffa. Foto di Andrea Mangoni.

E' arrivato l'autunno, e finalmente si sono chiusi tutti i cicli riproduttivi del pollaio. E' tempo di tirare le somme su quanto accaduto in questo primo anno di allevamento della Boffa... e purtroppo devo dire che speravo che le cose andassero molto, molto meglio.

A parte alcuni decessi per attacchi di predatori e per incidenti, i pulcini di Boffa erano cresciuti abbastanza bene. Avevo individuato già un piccolo nucleo di futuri riproduttori da affiancare ai vecchi, e una dozzina di piccoli era nata al finire dell'estate. In totale, avremmo superato le 40 nuove Boffe in una stagione, a partire da 3 riproduttori iniziali.

Ma alla fine ci ritroviamo con solo 16 animali, compresi i riproduttori. Cos'è successo?

Veramente, di tutto e di più. Proprio pochi giorni fa avevo dedicato un post al pascolo; ebbene, due giorni dopo ho trovato buona parte dei nati dell'anno morta o morente, gli animali accasciati sotto piante di Solanum nigrum... Per carità, dovrebbe esser leggermente tossica, ma possibile che sia stata in grado di fare un simile scempio delle galline? Non lo so, resta il fatto che purtroppo buona parte del lavoro di quest'anno è andato perduto in una sola giornata. Giornata doppiamente sfortunata, tra l'altro, visto che dei ratti sono riusciti ad introdursi nella gabbia dei pulcini e a predarli tutti. Insomma, poco da stare allegri... ma alla fine, cosa resta?

Resta il gruppo di riproduttori, un gallo e 5 galline, di buona mole e caratteristiche. Restano poi 10 giovani: 4 femminucce, comprese due di quelle che avevo selezionato come riproduttrici, e 6 galletti, in verità poco entusiasmanti. Probabilmente terrò tutte le 4 nuove femmine, ed 1 o 2 dei galletti, scelti tra i meno peggio. Per ora, dunque, la prima stagione riproduttiva della Boffa nel mio allevamento finisce qui, con qualche nuova speranza per il futuro e con tanto lavoro ancora da fare. Intanto vi do appuntamento all'anno prossimo per nuovi resoconti di nascite, mentre prossimamente invece parleremo delle nuove sistemazioni delle nostre Boffe e dei nuovi pollai...

Alla prossima!

...Il gallo di Boffa saluta e per quest'anno se ne va. Foto di Andrea Mangoni.

Commenti

Post popolari in questo blog

Nuovo video: la speratura delle uova.

Oggi volevo rispondere ad una domanda che molti che iniziano l'avventura dell'avicoltura mi hanno posto, ovverosia: è possibile  capire se un uovo sia stato fecondato o meno? Ecco un breve video che affronta questo argomento, entrando più nel dettaglio di una particolare tecnica detta speratura; le galline che si possono vedere all'inizio e alla fine del filmato sono proprio le nostre Boffe!

Ovviamente, non è possibile dal solo esame esterno di un uovo capire se sia stato fecondato o meno. Possiamo ragionevolmente prevedere che sia stato fecondato se la gallina che l'ha deposto era in un periodo fertile e nel contempo era presente un gallo nel pollaio, anch'esso in pieno periodo riproduttivo (quindi al di fuori dal periodo della muta). L'unico modo che abbiamo per averne la certezza è però quello di incubarlo e di procedere poi con un'operazione che si chiama speratura.
La speratura consiste  nel far passare un fascio di luce dal polo ottuso di un uovo, per i…

Aggiornamento sito - La "Millefiori di Lonigo" o Millefiori Veneta.

Nuovo aggiornamento del nostro sito. Nella pagina dei Downloads potete infatti scaricare un articolo sulla razza Millefiori di Lonigo o Millefiori Veneta.Nel 1934, la Cattedra Ambulante di Agricoltura di Lonigo portò alla Fiera di Padova alcuni polli, appartenenti alla razza Italiana autoctona, tra cui un gruppo a colorazione millefiori. Quasi 70 anni dopo, Luca Rizzini, avicoltore appassionato, recuperando dei polli autoctoni a colorazione millefiori proprio nelle stesse zone iniziò la selezione di quella che ora è qualcosa di completamente diverso, una vera razza, la "Millefiori di Lonigo" o più correttamente Millefiori Veneta.L'articolo traccia tanto la storia moderna della razza quanto rintraccia le primissime fonti storiche sulla presenza di polli a colorazione millefiori in quel territorio.VAI ALLA PAGINA DEI DOWNLOADSSCARICA DIRETTAMENTE L'ARTICOLO

Forse una prima fonte iconografica della razza? "Il Momento propizio", Gaetano Chierici, 1881

Qualche giorno fa, sul forum di Cocincina, il dott. Alessio Zanon ha postato le immagini di alcuni quadri di un pittore vissuto a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, Gaetano Chierici. Tra i molti dipinti di vita rurale, uno ha immediatamente attratto la mia attenzione: "Il momento propizio", anno 1881.
In questo bellissimo e divertente dipinto si vede una bimba addormentata ed un gruppo di avicoli che ne approfittano per rubarle il cibo dalla ciotola, abbandonata per terra. Tra gli avicoli immortalati, spicca sulla destra una gallinella bianca che sembra in tutto e per tutto una Boffa! L'animale, infatti, mostra una inequivocabile barbetta, e la forma posteriore della testa richiama molto la sagoma dei polli dotati di parziale ciuffo posteriore. I tarsi, poi, appaiono verdastri. Se è vero che in seguito la Boffa verrà standardizzata, negli anni '30 del Novecento, come razza priva di ciuffo, è vero anche che pochi anni dopo la realizzazione di quest'opera il Tolman…