Passa ai contenuti principali

Un post purtroppo triste...

Primo piano del galletto di Boffa defunto. Foto di Andrea Mangoni

Un breve post, purtroppo triste. Due esemplari di Boffa, infatti, sono venuti a mancare.

Stamattina infatti ho trovato morto in una gabbia uno dei pulcini più piccoli... ucciso e divorato da un ratto. Il mistero è come abbia fatto l'animale a predare il pulcino, protetto com'era dalla gabbia, ma forse è riuscito a trascinarne in parte le zampe attraverso la rete metallica e a divorarlo. La scorsa settimana invece - e questo è davvero stato un colpo basso - è morto improvvisamente il galletto bianco che avevo portato a casa il 2 giugno scorso, e che tanto sarebbe stato utile per investigare sulla genetica della colorazione bianca in questa razza. In questo senso, tra i primi e gli ultimi nati avrei pure dei capi quasi bianchi, ma nessuno del candore di quello spirato, che purtroppo era l'unico con questa colorazione presente anche nell'allevamento del signore che me l'ha ceduto. Non resta che armarsi di pazienza ed attendere che i pulcinotti chiari che ho siano in età riproduttiva. L'animale deceduto mostrava una grossa emorragia alla base della schiena... forse, una brutta caduta dal posatoio notturno.

Un'osservazione va fatta sulla forma delle creste. Sono pochissimi gli esemplari che possiedono una cresta ben conformata, in particolar modo le femmine adulte e subadulte in mio possesso mostrano una variabilità notevole e soprattutto una grande irregolarità. Tra i pulcinotti di quest'anno il problema sembra invece essere molto minore, pare che il gallo riproduttore abbia trasmesso delle ottime caratteristiche a riguardo.

Piccola nota positiva: oggi sono state affidate ad una chioccia le prime due uova deposte da una delle pollastre arrivate il 2 giugno. Magari riusciremo a ricavarne un galletto geneticamente lontano dall'attuale dominante del pollaio.

Alla prossima, sperando di avere migliori notizie da darvi!

AGGIORNAMENTO DEL 5 LUGLIO

Le novità, invece, non potevano essere peggiori. Mentre mi scervellavo per trovare una soluzione logistica che permettesse alle giovani boffe rimaste dell'ultima schiusa di cavarsela, i ratti hanno deciso per me. Sono entrati nella gabbia di notte, ed hanno ucciso e divorato tutti i pulcini. Naturalmente, come iattura vuole, nessuno degli altri pulcini presenti (tutti incroci o Polverara di scarto) è stato minimamente sfiorato.

Commenti

  1. .... non demordere..... resisti... tutti i lavori presentano degli inconvenienti...... ma il tuo in particolare è legato a molte cose che non puoi prevedere........ se invece si utilizza solo carta e penna a volte è più facile. Ciao. Silvano

    RispondiElimina
  2. ciao Silvano,
    grazie mille. Sì, quando si lavora in maniera PRATICA e non teorica le scarogne possono succedere e, di fatto, in effetti accadono. La speranza è che si possa arginare questo genere di problematicaper poter tornare a lavorare con più serenità. ciao!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Nuovo video: la speratura delle uova.

Oggi volevo rispondere ad una domanda che molti che iniziano l'avventura dell'avicoltura mi hanno posto, ovverosia: è possibile  capire se un uovo sia stato fecondato o meno? Ecco un breve video che affronta questo argomento, entrando più nel dettaglio di una particolare tecnica detta speratura; le galline che si possono vedere all'inizio e alla fine del filmato sono proprio le nostre Boffe!

Ovviamente, non è possibile dal solo esame esterno di un uovo capire se sia stato fecondato o meno. Possiamo ragionevolmente prevedere che sia stato fecondato se la gallina che l'ha deposto era in un periodo fertile e nel contempo era presente un gallo nel pollaio, anch'esso in pieno periodo riproduttivo (quindi al di fuori dal periodo della muta). L'unico modo che abbiamo per averne la certezza è però quello di incubarlo e di procedere poi con un'operazione che si chiama speratura.
La speratura consiste  nel far passare un fascio di luce dal polo ottuso di un uovo, per i…

Aggiornamento sito - La "Millefiori di Lonigo" o Millefiori Veneta.

Nuovo aggiornamento del nostro sito. Nella pagina dei Downloads potete infatti scaricare un articolo sulla razza Millefiori di Lonigo o Millefiori Veneta.Nel 1934, la Cattedra Ambulante di Agricoltura di Lonigo portò alla Fiera di Padova alcuni polli, appartenenti alla razza Italiana autoctona, tra cui un gruppo a colorazione millefiori. Quasi 70 anni dopo, Luca Rizzini, avicoltore appassionato, recuperando dei polli autoctoni a colorazione millefiori proprio nelle stesse zone iniziò la selezione di quella che ora è qualcosa di completamente diverso, una vera razza, la "Millefiori di Lonigo" o più correttamente Millefiori Veneta.L'articolo traccia tanto la storia moderna della razza quanto rintraccia le primissime fonti storiche sulla presenza di polli a colorazione millefiori in quel territorio.VAI ALLA PAGINA DEI DOWNLOADSSCARICA DIRETTAMENTE L'ARTICOLO

Selezione - creste e orecchioni - e cessioni.

Nella strada che porterà alla selezione e al recupero totale della Boffa con tutte le sue caratteristiche originali, occorre considerare una serie di caratteristiche fisiche che purtroppo il tempo e l'incrocio avvenuto negli anni '90 con il gallo ibrido hanno modificato. Tra queste, la mia attenzione in questi primi anni va di certo al colore degli orecchioni e alla cresta che, nelle galline, dovrebbe ripiegarsi di lato al momento della deposizione.
Entrambi questi caratteri sono effettivamente scadenti negli animali visti fin'ora: creste dritte e orecchioni fortemente venati di rosso. Però...


Però quest'anno i primi risultati si sono fatti vedere. Tre galline hanno finalmente mostrato la tanto agognata cresta che si ripiega a deposizione. Una di queste, che avevo ceduto lo scorso anno a Bruno Rossetto, mostra nel contempo anche splendidi orecchioni bianchi e piccoli seminascosti dai favoriti. Infine un esemplare che credevo essere un galletto si sta invece rivelando un…