• La Gallina Boffa - Storia di una riscoperta

    Si pensava fosse estinta, invece l'abbiamo ritrovata. Ecco da dove riparte la sua storia.

  • Oltre tre secoli di storia

    La Boffa è una razza senz'altro antica, vecchia di secoli. Ma cosa abbiamo scoperto sulle sue origini?

  • Caratteristiche

    Quali sono le carateristiche peculiari di questa razza? Scopriamole insieme

  • Allevamento

    La Boffa è una razza molto rustica, perfetta per un piccolo allevamento familiare

  • Downloads

    Scarica documentazione storica e altro materiale inerenti alla Boffa e alle razze avicole venete

mercoledì 12 gennaio 2011

Nuovo video: la speratura delle uova.

Oggi volevo rispondere ad una domanda che molti che iniziano l'avventura dell'avicoltura mi hanno posto, ovverosia: è possibile  capire se un uovo sia stato fecondato o meno? Ecco un breve video che affronta questo argomento, entrando più nel dettaglio di una particolare tecnica detta speratura; le galline che si possono vedere all'inizio e alla fine del filmato sono proprio le nostre Boffe!


Ovviamente, non è possibile dal solo esame esterno di un uovo capire se sia stato fecondato o meno. Possiamo ragionevolmente prevedere che sia stato fecondato se la gallina che l'ha deposto era in un periodo fertile e nel contempo era presente un gallo nel pollaio, anch'esso in pieno periodo riproduttivo (quindi al di fuori dal periodo della muta). L'unico modo che abbiamo per averne la certezza è però quello di incubarlo e di procedere poi con un'operazione che si chiama speratura.

La speratura consiste  nel far passare un fascio di luce dal polo ottuso di un uovo, per illuminarne l'interno ed evidenziare la presenze eventuale dell'embrione. Esistono anche appositi strumenti chiamati sperauova, ma per un principiante una lampadina tascabile ed una stanza buia sono il metodo più pratico e semplice per approcciarsi alla speratura. Gli anziani contadini e gli allevatori esperti sono in grado anche di sperare le uova semplicemente posizionandole contro luce al sole e schermandole parzialmente con la mano, ma occorre effettivamente un po' di pratica per riuscirvi con altrettanto successo.

La speratura può esser resa più o meno difficile dal tipo di incubatrice che utilizziamo per le nostre uova. In quelle a cestello, le uova mantengono una posizione quasi verticale, che se da un lato si traduce in genere in una maggiore percentuale di schiusa dall'altro rende la speratura più complicata, in quanto a differenza delle incubatrici tradizionali (in cui l'uovo è posizionato orizzontalmente, e la forza di gravità fa posizionare l'embrione quasi sempre vicino al guscio rendendolo così più visibile) in quelle a cestello l'embrione si può posizionare semplicemente sotto la camera d'aria, anche distante dal guscio, su cui si possono notare al massimo poche venuzze. Per avere la certezza quindi dell'avvenuta fecondazione dovremo attendere in questo caso almeno 6-8 giorni prima di procedere con successo alla speratura.

All'atto pratico, un uovo non fecondato alla luce della lampada appare completamente chiaro e trasparente; si fatica anche a distinguere la camera d'aria, in alto sul polo ottuso. Un uovo fecondato di circa 6-7 giorni mostra nel polo ottuso ben chiara la camera d'aria, e sotto si possono notare un'intrico di vene con evidente una macchia più scura, l'embrione, che tende a muoversi assecondando le oscillazioni dell'uovo se lo facciamo ondeggiare. Dopo invece due settimane l'uovo fecondato si presenta completamente scuro perchè l'embrione lo ha oramai occupato del tutto, crescendo; si può solo vedere la camera d'aria, molto chiaramente, che tenderà ad aumentare le proprie dimensioni dal 18° giorno in poi.

Nelle uova a guscio bianco la speratura si può effettuare già al 4° giorno con un certo successo; in quelle a guscio rosato o marrone, a partire invece dal 6°-8° giorno. E' buona norma poi ripeterla verso il 16°-18° giorno, per controllare lo sviluppo dell'embrione ed eliminare quelle uova in cui l'embrione è nel frattempo morto.
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lunedì 27 dicembre 2010

Aggiornamento sito: nuovo desktop da scaricare

Primo desktop: pulcino di Boffa di un giorno
Anche se in ritardo rispetto al Natale, ecco un piccolo omaggio: un'immagine ad alta risoluzione da usare come desktop per il vostro computer.
Per effettuare il download, andate alla pagina http://www.gallinaboffa.com/downloads.html
Buone feste ancora a tutti voi!
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venerdì 24 dicembre 2010

Il modo migliore per augurare Buone Feste: le Boffe hanno ripreso la deposizione!

Le prime uova della nuova stagione riproduttiva!
Natale è alle porte, domani arriva il gran giorno, e anche da qui voglio farvi i miei migliori auguri di buone feste! Che possiate vivere un Natale di Vita e un Capodanno spettacolare, foriero di orgni bene per il 2011!
Dal canto mio, sono felice di concludere l'anno corrente con una bella notizia: le Boffe hanno ripreso a deporre! O perlomeno, una di loro! Ieri infatti, dopo alcuni giorni di forzata lontananza dal pollaio per motivi personali e lavorativi, ho trovato infatti le prime 3 uova della nuova stagione riproduttiva! Il colore e la forma lasciano pochi dubbi sul fatto che siano state deposte da un'unica gallina, probabilmente una delle femmine portate a casa il 2 giugno scorso. Certo, non possiamo sapere per ora se siano fecondate o meno, nè se riusciranno a darci qualche pulcino, ma una cosa è certa: sta arrivando nuovamente il tempo di incubazioni e nascite, e questo è sempre un momento magico.
In attesa quindi di potervi informare sull'esito della prima incubazione,
MILLE AUGURI DI BUON NATALE!
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venerdì 12 novembre 2010

Forse una prima fonte iconografica della razza? "Il Momento propizio", Gaetano Chierici, 1881

Gaetano Chierici, 1881, Il momento propizio.

Qualche giorno fa, sul forum di Cocincina, il dott. Alessio Zanon ha postato le immagini di alcuni quadri di un pittore vissuto a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, Gaetano Chierici. Tra i molti dipinti di vita rurale, uno ha immediatamente attratto la mia attenzione: "Il momento propizio", anno 1881.

Gaetano Chierici, 1881, Il momento propizio. Particolare della gallina barbuta.

In questo bellissimo e divertente dipinto si vede una bimba addormentata ed un gruppo di avicoli che ne approfittano per rubarle il cibo dalla ciotola, abbandonata per terra. Tra gli avicoli immortalati, spicca sulla destra una gallinella bianca che sembra in tutto e per tutto una Boffa! L'animale, infatti, mostra una inequivocabile barbetta, e la forma posteriore della testa richiama molto la sagoma dei polli dotati di parziale ciuffo posteriore. I tarsi, poi, appaiono verdastri. Se è vero che in seguito la Boffa verrà standardizzata, negli anni '30 del Novecento, come razza priva di ciuffo, è vero anche che pochi anni dopo la realizzazione di quest'opera il Tolmani così la descriveva nelle pagine della "Guida del Pollicultore":

"[...] d'altra parte abbiamo la Boffa, animale a mezzo ciuffo e mezza cresta, scempia e dentellata."

In più, anche i primi animali posseduti 50 anni fa dall'anziano allevatore che mi ha passato il ceppo avevano ciuffo posteriore e tarsi verdastri! C'è da rimarcare inoltre che Emilia Romagna e Veneto non sono poi così lontane, e che la diffusione di polli provenienti da regioni contigue non doveva essere esattamente cosa rara, di quei tempi. Sebbene ovviamente non sia possibile ascrivere però con certezza la gallina del dipinto alla primitiva selezione della Boffa, rimane comunque una prima testimonianza iconografica della presenza di galline barbute nel territorio padano.

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mercoledì 13 ottobre 2010

Aggiornamento sito - La "Millefiori di Lonigo" o Millefiori Veneta.

Gallo e galline di Millefiori di Lonigo. Foto di Luca Rizzini.

Nuovo aggiornamento del nostro sito. Nella pagina dei Downloads potete infatti scaricare un articolo sulla razza Millefiori di Lonigo o Millefiori Veneta.

Nel 1934, la Cattedra Ambulante di Agricoltura di Lonigo portò alla Fiera di Padova alcuni polli, appartenenti alla razza Italiana autoctona, tra cui un gruppo a colorazione millefiori. Quasi 70 anni dopo, Luca Rizzini, avicoltore appassionato, recuperando dei polli autoctoni a colorazione millefiori proprio nelle stesse zone iniziò la selezione di quella che ora è qualcosa di completamente diverso, una vera razza, la "Millefiori di Lonigo" o più correttamente Millefiori Veneta.

L'articolo traccia tanto la storia moderna della razza quanto rintraccia le primissime fonti storiche sulla presenza di polli a colorazione millefiori in quel territorio.

VAI ALLA PAGINA DEI DOWNLOADS

SCARICA DIRETTAMENTE L'ARTICOLO


Coppia di Millefiori di Lonigo. Foto di Vania Toscano.
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lunedì 20 settembre 2010

Autunno, tempo di tirar le somme.

Gallo di Boffa. Foto di Andrea Mangoni.

E' arrivato l'autunno, e finalmente si sono chiusi tutti i cicli riproduttivi del pollaio. E' tempo di tirare le somme su quanto accaduto in questo primo anno di allevamento della Boffa... e purtroppo devo dire che speravo che le cose andassero molto, molto meglio.

A parte alcuni decessi per attacchi di predatori e per incidenti, i pulcini di Boffa erano cresciuti abbastanza bene. Avevo individuato già un piccolo nucleo di futuri riproduttori da affiancare ai vecchi, e una dozzina di piccoli era nata al finire dell'estate. In totale, avremmo superato le 40 nuove Boffe in una stagione, a partire da 3 riproduttori iniziali.

Ma alla fine ci ritroviamo con solo 16 animali, compresi i riproduttori. Cos'è successo?

Veramente, di tutto e di più. Proprio pochi giorni fa avevo dedicato un post al pascolo; ebbene, due giorni dopo ho trovato buona parte dei nati dell'anno morta o morente, gli animali accasciati sotto piante di Solanum nigrum... Per carità, dovrebbe esser leggermente tossica, ma possibile che sia stata in grado di fare un simile scempio delle galline? Non lo so, resta il fatto che purtroppo buona parte del lavoro di quest'anno è andato perduto in una sola giornata. Giornata doppiamente sfortunata, tra l'altro, visto che dei ratti sono riusciti ad introdursi nella gabbia dei pulcini e a predarli tutti. Insomma, poco da stare allegri... ma alla fine, cosa resta?

Resta il gruppo di riproduttori, un gallo e 5 galline, di buona mole e caratteristiche. Restano poi 10 giovani: 4 femminucce, comprese due di quelle che avevo selezionato come riproduttrici, e 6 galletti, in verità poco entusiasmanti. Probabilmente terrò tutte le 4 nuove femmine, ed 1 o 2 dei galletti, scelti tra i meno peggio. Per ora, dunque, la prima stagione riproduttiva della Boffa nel mio allevamento finisce qui, con qualche nuova speranza per il futuro e con tanto lavoro ancora da fare. Intanto vi do appuntamento all'anno prossimo per nuovi resoconti di nascite, mentre prossimamente invece parleremo delle nuove sistemazioni delle nostre Boffe e dei nuovi pollai...

Alla prossima!

...Il gallo di Boffa saluta e per quest'anno se ne va. Foto di Andrea Mangoni.

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domenica 12 settembre 2010

Chiocce e... tutti al pascolo!

Chiocce di razza Boffa. Foto di Andrea Mangoni.

A fronte della morte di un paio di capi per malattia, la fine dell'estate rappresenta, per gli animali del mio allevamento, sempre un bellissimo momento. Sì, perchè finisce la stagione delle vigne, finisce la stagione dei trattamenti nel frutteto, ed i polli possono rioccupare anche quei territori di pascolo che durante i mesi centrali dell'estate sono loro preclusi. Così le nostre Boffe, a giorni alterni per dare spazio anche alle Polverara, hanno iniziato ad usufruire dell'intero prato del frutteto. I benefici per gli animali sono tantissimi: cibo più vario e sano, maggiore possibilità di movimento e - perchè no? - di divertimento tra le erbe alte e le piante di zucca rimaste. Qualche scaramuccia attraverso le reti divisorie con il gallo di Polverara, la conoscenza magari un po' più intima con le anatre mute... Insomma, vita da polli.

In più, ci sono ancora due bellissime chiocce che stanno covando una manciata di uova - uova di Boffa, di Polverara e di incroci vari. Attendiamo con ansia di vedere finalmente nascere gli ultimi pulcini della stagione, poi verrà il tempo di tirare le somme e di iniziare a formare i gruppi di riproduttori per il prossimo anno.


Boffe al pascolo. Foto di Andrea Mangoni.Boffe al pascolo. Foto di Andrea Mangoni.Boffe al pascolo. Foto di Andrea Mangoni.Boffe al pascolo. Foto di Andrea Mangoni.
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