Passa ai contenuti principali

La nostra Boffa, un anno dopo - Cosa è successo in questo lungo periodo?



Cari amici, torno ad aggiornare il blog quasi a un anno di distanza dall'ultimo post. Che cosa è successo in quest'arco di tempo?

Beh, la verità è che il progetto Boffa si è forzatamente arenato su uno scoglio abbastanza difficile da superare. 

Nel settembre del 2012 il gruppo riproduttori contava una ventina di capi, di cui cinque splendidi galli. Gravi motivi familiari mi hanno però portato lontano dal mio allevamento per duesettimane, e al mio ritorno tutti i capi eccetto tre erano ammalati di corizza, di vaiolo o di entrambe le malattie. Nel giro di una settimana ho perso tutti i giovani più belli, compresi 3 galli. Ho perduto anche il mio vecchio riproduttore, un esemplare magnifico cui tenevo molto, essendo stato il mio primo gallo di Boffa. 


Alla fine siamo riusciti a salvare un gallo giovane e sei galline, alcune delle quali piuttosto vecchie. Nel corso del 2013, però, ecco arrivare la brutta notizia: il giovane gallo era sterile. Nessun uovo fecondato in 7 intensi mesi di attività. Senza un riproduttore maschile, e con la perdita di altre due femmine per l'attacco di un predatore, il destino della razza nel nostro allevamento sembrava più in bilico che mai. 


Ho provveduto quindi a iniziare un programma di incrocio per sostituzione, usando un gallo di razza Polverara nato con pochissimo ciuffo, che accoppiato con le femmine di Boffa ha dato una serie di ibridi F1 dalle caratteristiche intermedie; nel complesso gli animali sono risultati piuttosto simili a delle boffe con una cresta semplice che si sdoppiava posteriormente. Il migliore dei galli è stato unito alle femmine pure rimaste, per dare una prole F2 con il 75% di sangue Boffa e poter continuare così a sperare di recuperare la razza. I primi pulcini di questo secondo incrocio dovrebbero nascere nei prossimi giorni. 


Nel frattempo, però, sono riuscito a contattare un allevatore del pisano, Marco Turini, che allevava un piccolo gruppo di Boffe derivanti da capi che avevo ceduto ad un allevatore romano nei primi mesi del 2012. Alla fine, dopo aver atteso alcuni mesi, sono riuscto ad andarlo a trovare ed ho potuto finalmente portare a casa un gallo quasi interamente bianco di Boffa pura, un animale bellissimo e forte che si è già perfettamente ambientato con il suo nuovo, piccolo harem di 4 galline. Ora gli animali stanno entrando in produzione, e tra pochi giorni inizierò a raccogliere le uova prodotte dalle femmine per cercare di avere quanto prima dei pulcini di razza pura da allevare. Per ogni evenienza quest'estate lavorerò ancora con le femmine F1 rimaste, accoppiandole col gallo puro, per avere altri pulcini F2 da utilizzare per formare, con gli anni, altre linee di sangue per il lavoro di selezione della Boffa. 


Che dire, quindi? Ben ritrovati! Stiamo faticosamente ritornando. Vi daremo presto notizie fresche sulla ripresa di questo progetto. Nel frattempo, buona serata e buon allevamento a tutti!

Commenti

Post popolari in questo blog

Nuovo video: la speratura delle uova.

Oggi volevo rispondere ad una domanda che molti che iniziano l'avventura dell'avicoltura mi hanno posto, ovverosia: è possibile  capire se un uovo sia stato fecondato o meno? Ecco un breve video che affronta questo argomento, entrando più nel dettaglio di una particolare tecnica detta speratura; le galline che si possono vedere all'inizio e alla fine del filmato sono proprio le nostre Boffe!

Ovviamente, non è possibile dal solo esame esterno di un uovo capire se sia stato fecondato o meno. Possiamo ragionevolmente prevedere che sia stato fecondato se la gallina che l'ha deposto era in un periodo fertile e nel contempo era presente un gallo nel pollaio, anch'esso in pieno periodo riproduttivo (quindi al di fuori dal periodo della muta). L'unico modo che abbiamo per averne la certezza è però quello di incubarlo e di procedere poi con un'operazione che si chiama speratura.
La speratura consiste  nel far passare un fascio di luce dal polo ottuso di un uovo, per i…

Aggiornamento sito - La "Millefiori di Lonigo" o Millefiori Veneta.

Nuovo aggiornamento del nostro sito. Nella pagina dei Downloads potete infatti scaricare un articolo sulla razza Millefiori di Lonigo o Millefiori Veneta.Nel 1934, la Cattedra Ambulante di Agricoltura di Lonigo portò alla Fiera di Padova alcuni polli, appartenenti alla razza Italiana autoctona, tra cui un gruppo a colorazione millefiori. Quasi 70 anni dopo, Luca Rizzini, avicoltore appassionato, recuperando dei polli autoctoni a colorazione millefiori proprio nelle stesse zone iniziò la selezione di quella che ora è qualcosa di completamente diverso, una vera razza, la "Millefiori di Lonigo" o più correttamente Millefiori Veneta.L'articolo traccia tanto la storia moderna della razza quanto rintraccia le primissime fonti storiche sulla presenza di polli a colorazione millefiori in quel territorio.VAI ALLA PAGINA DEI DOWNLOADSSCARICA DIRETTAMENTE L'ARTICOLO

Forse una prima fonte iconografica della razza? "Il Momento propizio", Gaetano Chierici, 1881

Qualche giorno fa, sul forum di Cocincina, il dott. Alessio Zanon ha postato le immagini di alcuni quadri di un pittore vissuto a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, Gaetano Chierici. Tra i molti dipinti di vita rurale, uno ha immediatamente attratto la mia attenzione: "Il momento propizio", anno 1881.
In questo bellissimo e divertente dipinto si vede una bimba addormentata ed un gruppo di avicoli che ne approfittano per rubarle il cibo dalla ciotola, abbandonata per terra. Tra gli avicoli immortalati, spicca sulla destra una gallinella bianca che sembra in tutto e per tutto una Boffa! L'animale, infatti, mostra una inequivocabile barbetta, e la forma posteriore della testa richiama molto la sagoma dei polli dotati di parziale ciuffo posteriore. I tarsi, poi, appaiono verdastri. Se è vero che in seguito la Boffa verrà standardizzata, negli anni '30 del Novecento, come razza priva di ciuffo, è vero anche che pochi anni dopo la realizzazione di quest'opera il Tolman…